Compra i Codecs per Ascoltare Il Gattino Virgola!

Siamo chiari, mi sono rotto di parlare della Distro del Parroco. Spero questo sia uno degli ultimi post del genere. Ormai ho detto tutto quel che penso.  Quindi o faccio morire il blog oppure cambio argomento... ma, nel mentre cerco di dargli un nuovo verso, cazzo, quei ragazzi combinano sempre qualcosa di nuovo e mi danno la carica per scrivere ancora...

Questa volta, Canonical, dopo Ubuntu One e Ubuntu One Music Store, adesso vende programmi direttamente dal Software Center.

A me la cosa non piace. Credo che cose come queste uccidano lo spirito del software libero che fa andare avanti LUG, Forums e tante altre iniziative libere. E ora spiego il motivo.

Perché

Non tanto perché sia contrario alla vendita del software – storgo comunque il naso – ma perché il problema è che questi tipi di software promuovono codecs non liberi. Cose di cui non possiamo, ma vorremo tanto, farne a meno. E di questo passo, il farne a meno non avrà mai luogo.

Mi baso su quel che leggo qui:
Fluendo DVD Player
”License Proprietary”
Certo, di mezzo ci sono i brevetti che in Stati Uniti fanno questo software indispensabili, ma allora, non so, vendilo solo negli Stati Uniti.

Danni collaterali

Parliamo però delle conseguenze a livello ”morale” che avrebbe la diffusione di software come questo in massa. Partiamo dal presupposto che molte persone potrebbero essere interessate a programmi come Fluendo. Intendo, i futuri utenti che passeranno da Windows a Ubuntu.

Ora, il fatto che questo tipo di software a pagamento venga diffuso su GNU/Linux, a mio parere, scoraggerà quegli sviluppatori che si davano tanto da fare per creare software all’altezza ma completamente free, che appoggiavano il software libero perché aspiravano ad un futuro in cui non dovremmo patire per i codecs.

Se io sviluppo un software alternativo e vedo che lo usa tanta gente sarò contento. Se invece vedo che mano a mano, alla fine, la gente sceglie sempre le cose a pagamento che appoggiano codec proprietari, forse smetterò di programmare il mio programmino. E anzi, peggio ancora, magari mi ci metto pure io, a questo punto, a fare del software del genere.

Ancora un'altra volta Ubuntu si avvicina alla massa, ma si scorda di promuovere il messaggio di Software Libero.


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