È una idea così malsana?

Non lo so, ditemi voi. Eccola:

La giustizia si occupa di far rispettare la legge, ma ciò non implica che le leggi siano giuste.
Sono sicuro che l'ho assimilata molto tempo fa, probabilmente leggendo Savater, ma quello che vorrei fare oggi con voi è riflettere su altre idee che questa frase mi spinge a pensare.

Stando a Platone, nella sua Repubblica, coloro che potevano governare dovevano essere i filosofi. Poiché, semplicemente le leggi sono sancite da persone, in particolare dai governanti. Ed è utile aggiungere a questo punto che essere giusti significa andare oltre la giustizia.

Nel Mercante di Venezia, Shylock chiede con insistenza la sua libbra di carne, "perché così c'è scritto sul contratto". Ma questo non lo esime dall'essere "giusto", ovvero immettere il buon senso nel suo giudizio, per capire che togliendo una libbra di carne al suo debitore, quest'ultimo morirebbe.

Allora, se nella Venezia del XVI secolo la giustizia prevedeva che Shylock potesse uccidere un uomo sulla base di un singolo contratto, e se ai nostri giorni la giustizia prevede che il presidente del consiglio possa avere una prescrizione breve, che per spiegarla con la Littizzetto:

è dire che da domani tutte le TAC devono essere fatte entro 10 giorni. Chi non riuscirà a farla verrà considerato guarito. 

Come la mettiamo? Decidiamo che soltanto una ristretta cerchia di persone possano fare queste leggi? e se sì in base a cosa? come si fa a capire chi ha buon senso e chi no? Sopratutto in questa nuova politica mediatica.

Ecco, il problema di tutto ciò è che in quella frase che ho scritto all'inizio, io trovo un forte retrogusto antidemocratico, ma la condivido e penso che non sia poi così sbagliata. O forse sono nel torto.



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