Quando il mezzo giustifica il fine #megaupload

chiuso-megaupload-filesharing-perché-
EDIT 25/01/2012: in fondo, aggiornamento interessante.

Ieri a mezzanotte, il canale IRC di Anonymous è stato un delirio. La chiusura di Megaupload da parte del FBI ha scatenato una serie di attacchi che ha messo al tappeto siti come la Warner Music Group e tanti altri.

Prima di fare un commento personale, ad onor del vero bisogna dire che i capi di accusa verso i proprietari di Megaupload sono tosti, li hanno incastrati per riciclaggio di denaro e altre porcate. Tanto per darvi un'idea ai 6 proprietari del servizio hanno sequestrato 14 mercedes, una maserati e una lambo. E tutti questi soldi, diciamolo, li hanno racimolati a spese delle major e le compagnie detentrici di copyright. Insomma in un certo senso si sono arricchiti a spese degli altri, e non va bene.


Ma sinceramente - e vi chiedo scusa se questa volta il mio commento è a caldo - a me dei 500 milioni che hanno perso le major non me ne può fregar di meno. Sono gli intermediari che prendono più soldi dell'artista. Oggi ilPost riporta un articolo in cui sostiene che secondo il FBI «Megaupload Ltd, con sede a Hong Kong, ha guadagnato oltre 175 milioni di dollari da attività criminali e provocato perdite per oltre mezzo miliardo di dollari ai detentori dei diritti d’autore»

Facciamo un po' di conti? Se Megaupload guadagna 175 milioni (che è già tanto), facendo perdere alle major 500 milioni, significa che se megaupload non ci fosse stato le major avrebbero guadagnato una grossa percentuale in più. Tanto per fare un'idea, la percentuale di guadano di megaupload è:

175/500 = 0,35 che moltiplicato per 100 fa = 35%. Solo. 

Solo 35% di quel che avrebbero guadagnato le Major. Il che ci porta alla solita domanda: com'è possibile che se compro un CD all'artista arriva una percentuale più bassa mentre il resto va via in manovalanza e sopratutto diritti di autore alle companie?

Sia chiaro, questo non è un lamento, non voglio convincervi di nulla, e la reazione di Anonymous non è la Terza Guerra Mondiale nerd, no. Questo è un commento a caldo nel post di un blog letto da una ciurma di persone, tutto qui. Capisco che potreste pensarla diversamente e va bene così.

Quel che mi piacerebbe fare è cogliere l'occasione per riflettere su un concetto che penso da un po' di tempo. Oggi leggo ovunque, tra i commenti più seri, che non va bene lamentarsi per una cosa illegale e che non possiamo difendere i capi di megaupload. Verissimo, infatti non difendo i capi di megaupload ma il servizio in sè, un servizio di filesharing immenso che è stato chiuso.

Mi chiedo però, perché molte persone con Zuckerberg/Facebook chiudono un occhio? Perché se faccio un discorso di libertà e di diritti e informazione che ci viene rubata (e quindi Zuckerberg guadagna a spese nostre) mi rispondono "va bene così, il servizio che ci offre devono pagarlo in qualche modo"

Il che tradotto significa che il mezzo giustifica il fine che i proprietari ne danno, ovvero tu utilizzi il mezzo, a patto di accettare il fine per cui lo utilizza il proprietario. Con Facebook, Twitter e tanti altri servizi la situazione non solo è stata ribaltata, ma la viene pure accettata. E si parla di un servizio che guadagna a spese nostre.

Il mezzo giustifica il fine. Per tanti. Ma con Megaupload no. "Oh, scaricare è illegale! Oh, non puoi lamentarti." Già.

Ora, personalmente, quella eccezione che molti fanno con Facebook, il sottoscritto la fa con Megaupload. A costo di sembrare irrazionale - e in parte lo è - sarà pure incoerente, dipende: qui i soldi venivano persi dalle major e le compagnie che incassavano più introiti del creatore del prodotto. L'artista stava e può stare ben tranquillo, perché aveva un contratto e veniva pagato lo stesso. E sinceramente agli artisti indipendenti e senza major alle spalle compro spesso il cd, sia per strada sia online.

EDIT 25/01/2012

A distanza di una settimana, iniziano a venire fuori alcune presunte verità. A quanto pare Megaupload stava per rilasciare un servizio che, a detta loro, avrebbe «rivoluzionato l'industria musicale». E tutto ciò è documentato in un post di dicembre 2011, settimane prima della sua caduta, nel sito Digital Music Store.

Una sorta di store chiamato MegaBox, che avrebbe permesso agli artisti di vendere gli mp3 direttamente al consumatore ricavando il 90% degli introiti. Inoltre, stando alle dichiarazioni del padrone di Megaupload avevano intenzione di pagare gli artisti per le canzoni che loro avrebbero permesso di far scaricare gratis. Qui una schermata del servizio:

megabox-megaupload

Insomma, un servizio che permetta di guadagnare all'artista - senza intermediari - il 90% del ricavato avrebbe cambiato parecchio le cose. Che sia questo il motivo che spieghi la tempistica?


...