Quello strano paragone tra Italia e Argentina


14 Settembre 2012, mattina. Mi attira parecchio l'attenzione lo status di un mio amico argentino. Un amico che non è affatto un Anti-Kirchner. Scrive, "non abbiamo saputo prevedere le conseguenze, mi fanno ridere quelli che ora si sorprendono troppo tardi della situazione in cui siamo." Io gli chiedo cos'è successo e lui mi racconta:
una gran movilizacion en capital federal y las principales ciudades del pais para pedir q se vaya la presidenta, la verdad mucha gente... [...] aca esta todo podrido, se estanco la economia, mucha inflacion, inseguridad, ahora no podes comprar dolares sin antes avisar, si viajas al exterior y queres comprar con tarjeta te cobran un 15%,etc.
Trad: "Una grande mobilitazione sia in Capital Federal sia in altre città del paese per chiedere che se ne vada la presidentessa, veramente molta gente... [...] Qui è tutto marcio, l'economia è stagnata, molta inflazione, insicurezza, adesso non puoi comprare dollari senza prima avvertire, se viaggi all'estero e vuoi comprare con una carta di credito c'è una tassa del 15% in più, ecc..."


Ora, quando io sento, di questi tempi, paragonare l'Italia all'Argentina, perché "bisogna tornare alla lira, perché bisogna mandare affanculo l'Europa", io queste notizie sull'Argentina stranamente non le trovo. C'è una sorta di veto ultimamente, nell'informazione italiana che vuole che l'Italia faccia come l'Argentina, che evita di parlare dei problemi che ancora oggi in Argentina ci sono.

Sul Web italiano, su quella "Rete" che tanto piace ad alcuni rivendicare come luogo dove l'informazione si sparge liberamente, trovo soltanto due articoli al riguardo, uno su Euronews (oggi) e l'altro su Linkiesta (ieri).

Dal video di Euronews scopro che la protesta - svoltasi ieri 13 Settembre - è nata sui social network, e l'evento di facebook riportato da Linkiesta ha persino 31 mila persone iscritte. (le foto che avete visto le ho prese da lì). Tanto per dire che a differenza delle proteste sul web organizzate in Italia evidentemente la gente è scesa per strada e ha scolato il culo dalla sedia.


Una settimana fa Enrico mi ha scritto tramite L'Angolo di Coniglio per segnalarmi un articolo che gira ultimamente in rete, si chiama "L'attacco alla Repubblica del Equador. Ecco il perché di Londra" di Sergio Di Cori Modigliani.

Enrico mi fa notare che l'articolo è «una bella narrazione, romantica e speranzosa, che non parla certo di bazzecole.» Ma nota anche giustamente che non c'è «né uno straccio di fonte, né una linea di demarcazione fra ciò che è"fatto" e ciò che è "opinione", "idea" dell'autore.»

Condivido i pareri di Enrico, trovo che ci siano cose interessanti, alcune cose le condivido ma altrettante cose mi sembrano campate in aria. Tralasciando il fatto che quell'articolo è finito pure sul blog di Beppe Grillo e cercando ancora di valutare il pezzo per se stesso*, mi concentrerò soltanto sulla parte in cui viene fatto un tentativo di esaltazione verso l'Argentina e i suoi debiti che, a detta del articolista, sono ormai pagati:
Il 3 agosto, [...] la presidente della Repubblica Argentina, Cristina Kirchner, si presenta alla sede di Manhattan del FMI con il suo ministro dell’economia e il ministro degli esteri ecuadoregno Patino[sic], in rappresentanza di “Alba” (acronimo che sta per Alianza Laburista Bolivariana America), l’unione economica tra Ecuador, Colombia e Venezuela. La Kirchner si fa fotografare e riprendere dalle televisioni con un gigantesco cartellone che mostra un assegno di 12 miliardi di euro intestato al FMI con scadenza 31 dicembre 2013, che il governo argentino ha versato poche ore prima.
Ora, aiutatemi voi, ma io ho fatto una ricerca su Google e non ho trovato immagini né di lei alla sede del FMI né del fantomatico assegno di 12 miliardi di euro. Non mi risulta che la presidentessa sia andata il 3 agosto a fare un discorso a Manhattan, e non mi risulta neppure che Argentina abbia pagato tutti i suoi debiti, checche ne dicano le 13 mila condivisioni dell'articolo sul blog di Grillo.

Quel che mi risulta invece è che Kirchner abbia parlato il 2 agosto in Buenos Aires annunciando il pagamento dei Boden. Debito che si è originato nel 2002 al seguito del "corralito" e che ammontava a 2.200 milioni di dollari, e che in confronto con il debito che l'Argentina ha verso il FMI sono una briciola. Da dove Modigliani abbia preso quei 12 miliardi di euro - di euro al FMI? - non lo so.


In sostanza. Da argentino emigrato nel 2003 posso solo dirvi che bisogna stare attenti quando si fa il paragone con l'Italia. Argentina ha fatto alcune scelte nel 2001 perché era nel baratro. È verissimo che  la colpa viene dai tempi del governo militare, che ha fatto indebitare il paese ed è continuata coi successivi governi. È verissimo pure che il FMI è un malattia per tutta America Latina e tutto ciò è ben illustrato nel libro di Eduardo Galeano "Le Vene Aperte di America Latina".

Ma il fatto è che l'Argentina, nel 2001, si trovava in una situazione in cui non c'erano impresse, non c'erano aziende e le poche risorse erano tutte privatizzate. Ha dichiarato Default e ha smesso di dare retta al FMI. L'Italia, dal suo canto, ha ancora una industria, ha delle risorse, ed è strettamente legata all'Europa. Non se ne esce così facilmente. È una situazione molto diversa.

Questo premettendo che la soluzione sia tornare alla lira (soluzione che ritengo drastica). Al riguardo io trovo le idee di Paolo Barnard anche condivisibili e interessanti. Ma un conto è leggere "Nonna ti spiego io la crisi economica" (dal 1 alla fine), riflettere su quanto l'Italia e Europa possano essere nella merda, e un'altro conto è urlare a cuor leggero che bisogna fare come in Argentina.

E sebbene le teorie del MMT sono favorevoli a creare debito pubblico purché ci sia una emissione di moneta propria - non come l'Euro, dove a decidere chi stampa moneta è la BCE e quindi i paesi non hanno più sovranità della loro moneta -, mi sembra che si tenga poco conto del livello d'inflazione a cui può arrivare un paese.

Quindi ogni volta che mi mettete a confronto l'Italia e l'Argentina, e mi dite che bisogna tornare alla lira ed emettere moneta sovrana, a me torna in mente il mio amico quando mi spiega che là c'è un inflazione del 20-25% e la speculazione che ne deriva si sente tantissimo all'ora di andare a fare la spesa.

Anche perché, lo dico in modo schietto, mi fa un po' strano vedere come ultimamente si tiri in ballo America Latina come esempio da seguire, mettendo in luce l'Italia come paese oppresso dai "Poteri Forti". E mi fa sorridere perché io - che sono cresciuto là - ho sempre considerato l'Italia parte di quei Poteri Forti, parte dell'Europa. Quel continente madre di tante aziende, banche e multinazionali che opprimono America Latina da anni, come Repsol, come Benetton, per esempio, che porta via la lana da Argentina, la fa lavorare qui e non là, compra mezza Patagonia e toglie terre ai Mapuches.

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* l'articolo di Modigliani parla pure di Assange, di Ecuador, dell'Onu ed è talmente vasto che non ho ancora avuto tempo di controllare tutto, ma possiamo farlo assieme nei commenti. Intanto la parte iniziale di "Assange aveva capito che per lui era finita" mi sembra fantascienza, come fa ad affermare che effettivamente scendendo dall'aereo a Stoccolma Assange sarebbe stato congedato da un esecutivo della CIA? Mah..


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