Il Circolo Vizioso del Software Proprietario


Questo articolo è l'evoluzione del post Profumo di Incoerenza e lo pubblico solo ora sebbene sia stato scritto al 90% due mesi fa. Rappresenta più un discorso politico e non tanto tecnico. Credo che possa essere compresso anche da chi di software libero se ne intende poco e niente.


Il circolo vizioso del software proprietario

Forse avete già sentito parlare del progetto OpenCure. Poco tempo fa, Salvatore Iaconesi ha scoperto di essere malato, ma quando ha avuto bisogno di accedere alla sua cartella clinica, per farsi consultare da altri specialisti, si è trovato davanti ad un ostacolo non indifferente: i suoi dati erano in formato proprietario, vale a dire che senza gli appositi programmi non avrebbe potuto accederci. Così Salvatore ha fatto la scelta più saggia: ha crackato i file, li ha resi disponibili. Per se stesso e per gli altri. (Al riguardo vi segnalo un bellissimo articolo di El_Pinta che condivido in pieno)

Aristotele la chiamava phronesis, "saggezza pratica". Scegliere e decidere qual'è il miglior modo per raggiungere un'obbiettivo e compierlo. Salvatore, a dispetto delle regole, ha applicato la sua saggezza pratica per scavalcarle, poiché le regole attuali gli precludono una conoscenza - nel suo caso, vitale - che gli appartiene.

L'importanza di lavorare con strumenti liberi, che producono dati in formati aperti, è fondamentale. Senza i formati aperti il cittadino non ha il pieno possesso dei dati, deve dipendere da uno strumento per poter usarli.

Non a caso, una volta ho visto Stallman elencare i vantaggi del Software Libero. Parte elencandoli in ordine di importanza; il primo elencato, perché meno importante, è la gratuità. Non interessa se il programma è gratis, è più importante che sia libero di licenze e usi formatti accessibili a tutti, open.

Anche se Apple avesse regalato i suoi iPad alla scuola Majorana di Brindisi, questi strumenti in un luogo d'insegnanza pubblica non hanno ragione di esserci.

Se Apple o Microsoft regalano la loro licenza, per fare in modo che ci sia il loro sistema a scuola, un motivo c'è: infatti si risparmiano che un futuro datore di lavoro debba pagare un "corso di perfezionamento" per i suoi dipendenti. Sarà la scuola a fungere da "corso", insegnando ai ragazzi ad usare la suite Office con il famigerato ECDL. (che rappresenta uno spreco di soldi e tempo)

l'ECDL, a pensarci, è assurdo. Gli stessi studenti (i loro genitori) stanno pagando per ricevere un "corso di perfezionamento" che dovrebbe essere pagato dalle aziende, dai datori di lavoro, se vogliono che il proprio dipendente sappia usare la suite proprietaria Office.

Se veniamo indotti a pensare che tale conoscenza gli tornerà utile in futuro abbiamo perso in partenza. Mi seguite?

Sostanzialmente a scuola media nessuno insegna o pretende che lo studente sappia usare CAD ad alti livelli. E neppure Office. Se si tratta di stilare un documento di testo o fare una tabella per il compito di matematica, programmi liberi come Libreoffice bastano e avanzano.

Se però lo studente, una volta diplomato si troverà davanti a pc con sistemi operativi proprietari. Beh, questo è problema dell'azienda che adotta il sistema proprietario.

Non è una posizione estrema, basta rifletterci un'attimo: immaginiamo che da scuola uscissero ragazzi che sanno usare Libreoffice e non hanno mai toccato la suite Office di Microsoft. Quando il datore di lavoro dovrà decidere quale software adottare, se le sue esigenze non andranno a collidere con le prestazioni di Libreoffice, adotterà quest'ultimo.

Se invece l'azienda pinco pallino avrà bisogno di usare la suite Office per X motivo, e scoprirà che i suoi dipendenti non sanno usarlo, allora l'azienda dovrà pagare un corso di perfezionamento ai suoi dipendenti come succede in qualunque altra situazione. 

Quando una persona assume 10 dipendenti e per legge ha bisogno di 2 che sappiano adottare misure di sicurezza anti-incendio, la naturale conseguenza consiste nel datore di lavoro che paga a 2 suoi dipendenti un corso accelerato di misure anti-incendio. Così imparano le nozioni basiche per usare gli strumenti anti-incendio. Non vedo perché questo non possa capitare anche per il software (che è uno strumento).

Invece, al giorno d'oggi ci troviamo in una situazione in cui aziende e Pubblica Amministrazione pagano a Microsoft per il suo software e il suo supporto. Il 90% delle persone che vengono assunte sanno già usare il software. Ma lo sanno usare perché esso viene impartito nella scuola pubblica, che paga anche quest'ultima a Microsoft - coi soldi pubblici - per le sue licenze.

In questo circolo vizioso, l'azienda di Bill Gates, incassa sia soldi pubblici sia quelli privati. Finché a scuola ci sarà l'ECDL, Microsoft si assicurerà un market share altissimo, fomenterà il suo monopolio e continuerà ad incassare.

Non pensate che questa logica si appicchi solo a Microsoft. Prendiamo ad esempio Adobe, che ha un market share ancora più di nicchia. Basti pensare le università di design che impartiscono corsi basati su Photoshop. Come si procurino il programma costosissimo gli studenti non importa, Adobe glielo concede anche con un super sconto, così si assicura un designer specializzato in Photoshop. (qui la faccenda è un tantino più annosa, ma la dinamica è identica)

Adobe produce e vende un programma costosissimo e complesso, ma non deve preoccuparsi di come le persone impareranno ad usarlo, a questo ci pensano le università di Design. Private o pubbliche che siano. A cui ovviamente faranno pagare per le licenze. E poi incasseranno le licenze negli studio di design.

Gli iPad a scuola promossi dal ministro Profumo sotto la bella scusa della digitalizzazione fanno parte di questa dinamica.

Capite il circolo vizioso? 

Quanto è utile combattere una tale struttura ormai consolidata cercando di "eliminare il market share di Microsoft", installando Gnu/Linux a casa dei tuoi amici? (famoso bug#1 di Canonical, per gli intenditori). Zero.

La libera diffusione della conoscenza passa - tra le altre cose - imponendo software libero nella Pubblica Amministrazione e nella Scuola. E ripeto, non è un discorso estremista perché non preclude che a casa propria, nella propria azienda, ognuno possa installare lo strumento che più gli piace o serve. Ma nella sfera pubblica è auspicabile usare strumenti accessibili a tutti senza dover pagare o accettare una licenza d'uso.

Altrimenti arriva il giorno in cui i cittadini ricevono un file di vitale importanza in formato proprietario, che non si può aprire se non con l'apposito software. Come è successo a Salvatore, che ha giustamente crackato la sua cartella clinica.


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