L'Italia digitale e i bolscevichi analogici

Non godo di ottima salute mentale, sapete? L'ho scoperto l'altro giorno mentre avevo la febbre. In quei momenti provi sensazioni strane, estremamente personali, vedi le cose in un'altra maniera. Ad esempio vuoi che Massimo Gramellini si dia all'agricoltura e smetta di scrivere, vuoi smettere di sentire freddo e vuoi che Alfonso Luigi Marra diventi premier dell'Italia.

Sì, io sogno un paese governato da Alfonso Luigi Marra, voglio una Sara Tommasi alle pari opportunità e un Andrea Diprè al ministero della cultura e dell'Arte. Vedo già un monumento al Paniccia con tanto di recensione da Sgarbi, che gli dà ben 5 capre, e tutti noi che gli portiamo rose e fiori.

Invece pare che stando all'Italia post febbre primarierile del centro sinistra avremmo un Bersani premier.

La faccenda desta conseguenze inaspettate. Avete notato che ora che ha perso Renzi molti social media experts ed evangelist della comunicazione 2.0, che tifavano ad occhi chiusi per il "giovane" sindaco, non sanno che pesci prendere? Pochi  ammettono che forse pure Bersani aveva un piano comunicativo, e che forse lo stile wannabe Obama di Renzi non ha funzionato.

La maggior parte si chiede "ma insomma, i social media funzionano in Italia?", da cui deriva un netto "no". Al che parte uno sguardo impaurito nel volto del social-media-expert, illuminato soltanto dalla luce dello schermo del pc alle due del mattino, che riflette l'inesorabile pensiero racchiuso nella domanda "ma allora cosa ci sto a fare io, che abbiano scoperto che in realtà sono un disoccupato?"

E appunto. Cosa ci stai a fare se in fin dei conti è colpa di una sinistra conservatrice, di un paese non pronto al cambiamento trincerato tra le regoleè colpa dei bolscevichi



I bolscevichi.

E poi, oltre i bolscevichi c'è il digital divide

Vedete, questo è un paese paradossale. Secondo l'ultimo rapporto Agcom, in Italia si registra una quantità di "analfabeti digitali" doppio rispetto alla media europea, ma in contemporanea è il paese con più smartphone venduti.

Andiamo, è un paese ironico.

Voi capite cosa può comportare una cosa del genere, no? Intanto che forse molte persone cambiano Smartphone spesso e senza motivo, ma sopratutto che la gente pur avendo acceso a una connessione, non conosce i rudimenti essenziali per usare i mezzi, quindi probabilmente non va oltre Facebook e Twitter. Probabilmente una grossa parte è convinta che il Web sia Facebook.

Vogliamo aggravare le cose? Sempre stando all'Agcom 2012, solo il  33% delle persone frequenta testate online. Il 77% resta per lo più a cazzeggiare sui social.

Se a questo dato aggiungiamo il fatto che il giornale più venduto all'anno è La Gazzetta dello Sport facciamo tombola. Viva il punto Snai. Perché al giorno d'oggi non puoi coltivare marijuana, ma puoi sempre spendere i tuoi soldi nella droga dell'azzardo, fare un mutuo e giocarti la casa. Scommettere è legale, approfittane.

Il punto è che in Italia vivono 60 Milioni di persone. Ma alle primarie del centro sinistra sono andati a votare 3 milioni, e sui social certo pareva che il paese intero stesse votando. È l'effetto giardinetto virtuale. Quante persone usano Twitter nel bel paese? Soltanto 3/4 milioni. 

Quello che voglio dire è che siamo veramente in pochi. Non siamo affatto una marea, e sopratutto il campione di persone che naviga in rete non riflette il campione di persone che poi va a votare.

Ah maledetti bolscevichi analogici, persone che arrivano a casa dal lavoro, magari si guardano il dibattito e poi domenica votano senza consultare i social-media-strategist della Rete.

Inutile che cerchino di farci credere che ormai "La Rete" sostituisce la vecchia politica, è una visione ancora falsa al giorno d'oggi. Lo dimostra persino Beppe Grillo quando va in Sicilia a fare un tour con ben 36 tappe. Motivo per cui ha preso tutta quella percentuale nell'isola, non grazie a "la rete".

A proposito di Grillo. In questi giorni si svolgono le "parlamentarie" del M5S. Più di 1400 persone hanno registrato un video presentazione di 3 minuti per dire che faranno tutto quello che dirà Beppe Grillo. Ma avete per caso visto i candidati? Quando pensi che il trash in Italia ha raggiunto la vetta, arrivano i candidati del Movimento 5 Stelle.

(no, tranquillo, non ti chiedo di guardarlo tutto, basta il primo minuto)


Capito mmerde, lui è laggente, e nonostante la considerazione che tu ed io, lettore digitale navigato, possiamo avere di Grillo e i suoi candidati, dubito che questi video vadano oltre le colonne del Web

Voglio dire che non è scontato se il cittadino normale, quello non net-navigato, possa comunque votare un partito a cui i media tradizionali propongono come il movimento di Grillo incazzato-con-i-politici. Quindi sì, forse dovremmo aspettarci di trovare quei candidati in parlamento senza tante sorprese. 

Perché il meglio del Trash, in Italia, deve ancora venire.


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