Restate pure sugli specchi, tanto Stallman ha ragione


Colui che vedete nella foto è Richard "The Grey" Stallman, anche conosciuto come Stalldalf, il mago della Free Software Foundation, e qui sta combattendo contro Lammerda Ubuntu, la rappresentazione è infantile poiché altrimenti alcuni fanboys non capirebbero la sua magnanimità. 

Chi non conoscesse Richard Matthew Stallman le basti soltanto sapere che quando parliamo di lui abbiamo a che fare con un genio vivente. Se non fosse stato per RMS, progetti come Wikipedia e tanti altri sarebbero arrivati molto dopo. Inoltre, se non conoscete Richard Stallman io non so cosa ci fate qui, perché questo è un posto nerd sotto sembianze carine, e ok sarò pur clemente, ma non basta vedere Big Bang Theory per credere di esserne all'altezza, credevate di poter dire: hey coniglio, sono anch'io un nerd. No.

Dicevamo, Stallman, sì. Il gran pregio di Richard Stallman è quello di essere il padre del movimento del Software Libero, creatore di licenze come quella della GPL, da cui derivano le distro Gnu/Linux e in sostanza tutte le derivate di concetti come quello del Copyleft (Wikipedia è stata resa possibile grazie alle licenze GPL).

Detto ciò, non voglio sentire nessuno, in questa fottutissima sede, dire che Stallman è un talebano, un vecchio che indossa sempre le stesse camicie, un pazzo o altre cagate che possano fuoriuscire da tali pensieri, perché chi dice una cosa del genere, non solo non ha capito un cazzo del software libero, ma oltretutto combatte idee con attacchi personali, e la cosa è talmente insulsa che meriterebbe finire nel girone infernale degli ignoranti, affinché gli vengano lette le memorie di Linus Torvalds - il Vasco Rossi di Gnu/Linux - in eterno, e possano i suoi neuroni scoppiare di noia infinita e convertirsi in particelle elementari, andando a far parte del grasso viscoso utilizzato per lubrificare i macchinari che producono gli iPad a Foxconn. Ad libitum.

Possiamo continuare, prego, di qua.

Sostanzialmente Stallman ha recentemente scritto un comunicato pubblicato sul sito della Free Software Foundation in cui, procedendo per ragionamenti e binari logici (vi consiglio di leggere il post), ci spiega che "Ubuntu contiene software che ti sorveglia. Ubuntu invia stringhe sulla ricerca dei file locali ai server di Canonical" ergo "Ubuntu può ritenersi spyware". Queste sono affermazioni innegabili.

In Italia non ho visto nessuno dire che stando alla Electronic Frontier Foundation, ogni volta che cerchiamo un file o qualcosa sulla Dash di Ubuntu - quindi sul pc, non sul browser - il computer si collega a productsearch.ubuntu.com (con connessione sicura HTTPS), inviando l'informazione che abbiamo scritto e il nostro l'indirizzo IP. Dopodiché otteniamo come risposta le immagini dei prodotti Amazon. Ma quelle immagini vengono inviate attraverso una connessione insicura, HTTP. Questo significa che ipotetici terzi, qualcuno che condivide soltanto la rete wifi con voi, sarebbe capace di capire ciò che stiamo cercando sul computer grazie alle immagini che vi arrivano da Amazon. 

Le immagini vengono caricate direttamente dai server di Amazon anziché passare dai server di Canonical, e ciò significa pure - come fa notare il blog spagnolo UsemosLinux - che Amazon ha la capacità di correlare ciò che consultiamo con gli indirizzi IP a cui invia le immagini.

Vi domando, è questo il livello di sicurezza che vi aspettate di un sistema Gnu/Linux? Se lo domanda pure Stallman, e conclude che il problema non è Amazon, il problema è la strada che stanno intraprendendo. Inviare i dati degli utenti in quel modo ai server di Canonical è una pratica degna di Windows.

Durante il processo di istallazione, Ubuntu non ti domanda se vuoi la ricerca Amazon attivata (cosa che ti chiede riguardo i codec). Anzi, abilita la "Lens Amazon" di default sin dal primo avvio del sistema. Inoltre ricordiamoci, a questo punto, che la possibilità di disabilitare tale "funzionalità" è stata concessa e sviluppata solo dopo tante critiche arrivate dai membri della comunità. 

Stallman ha ragione. Probabilmente ha solo quella. Probabilmente come tanti lo criticano il tizio non ha capacità di "stare ai tempi che corrono", perché non ha un cellulare come le "persone normali", non ha "diplomazia nelle sue dichiarazioni", ma ha ragione, e il fatto che qualcuno lo reputi estremista non gli toglie un briciolo di ragionamento. Che vi piaccia o no il suo lavoro e farvi vedere le incongruenze e i pericoli della libertà degli utenti. È un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo.

Cosicché il nostro caro Richard conclude chiedendo a tutti i sostenitori del Software Libero di smettere di consigliare Ubuntu e redistribuirlo. Poiché, sostanzialmente: Ubuntu è diventato un controesempio di ciò che il Software Libero promuove. 

E insomma che dire. La mia reazione è stata questa:



La reazione del utente Ubuntu combattuto questa:



Arrivano i CGI

Al ché sono arrivati i CGI, i "Canonical la giustifico io". Gente molto brava ad arrampicarsi sugli specchi, che probabilmente non viene pagata dalla Casa del Parroco, ma per puro amore al marchio piace difendere un'azienda che lucra facendo leva sulla filosofia del software libero. Un'azienda che si prostituisce facendo accordi con Amazon, non solo mette pubblicità ai suoi utenti sul desktop, ma si tiene pure le informazioni sulle loro ricerche, e ti dice "credimi, i dati ad Amazon arrivano in modo anonimo".

Ecco, per intenderci, arrivano i CGI e iniziano a dire cose come: "Beh quando usi il browser invii le stringhe online"; "Quando usi Google non ti fai problemi eh"; "Quando c'era Shuttleworth le release di Debian arrivavano in orario". 

Il procedimento isterico-retorico è il seguente, i CGI non ammetteranno mai: ok, Stallman ha ragione, ma a me la cosa frega relativamente poco, quindi la uso lo stesso. No. Devono coinvolgere te, coinvolgere la tua sfera privata (dicendoti: tu usi google) per delegittimare Stallman e poi probabilmente mettersi il cuore in pace. Ma vedete, ci sono due considerazioni da fare:

Prima, che ci siano altri programmi o servizi che si comportino allo stesso modo non significa che Stallman non abbia ragione. Inoltre, quali software o servizi usino le persone riguarda la propria sfera privata. La critica qui è verso una azienda che fa scelte pubbliche per il pubblico, in una prospettiva del software libero che dovrebbe proteggere i dati degli utenti.

Seconda considerazione, Google non ha mai fatto la promessa di voler portare il "Software Libero" chissà dove, non ha mai raccolto a sé una comunità di sviluppatori sotto la suddetta falsa promessa per poi chiuderle le porte decisionali piano piano. Per questo il caso "Ubuntu" è diverso.

Chi ha deciso lo sviluppo e l'approvazione della Lens Amazon nella Distro? In quale modo la Comunità ha influenzato questa scelta? 

È da due anni che in questo blog viene ribadito quanto Ubuntu non diffonda il software libero, e più passa il tempo più conferme arrivano. Anzi ormai quest'ultimo comunicato dalla FSF è quasi una formalità, che per me ha una sua importanza. 

Ma lo vedete poi com'è contento il Richard "The Grey" nella foto in alto mentre combatte contro Lammerda Proprietaria? 

Ah, ciliegia sulla torta, Jono Bacon, Leading Community Manager di Canonical, risponde alle accuse di Stallman con un netto: This is FUD.


Ci rendiamo conto cosa significa accusare Richard Stallman di promuovere FUD? Lui, che per anni è ed è stato preso di mira, ha dovuto subire FUD dalla Microsoft e tanti altri, viene accusato di essere istigatore.
Negli anni novanta questo termine divenne sempre più spesso associato all'azienda informatica Microsoft per via delle dichiarazioni dei suoi dirigenti riguardo alla presunta "viralità" della GNU General Public License (GPL), ma soprattutto su campagne mirate allo scoraggiare gli utenti ad utilizzare il sistema operativo Linux invece di Microsoft Windows.

Sapete, l'altro giorno facevo due chiacchiere in fiera con gli amici, finché un tale di nome Mustafa mi disse che gli stavo pestando il tappetto. La cosa mi disturbò alquanto, cosicché mi sono girato e gli ho detto "No caro, io non ti sto pestando un bel niente, il tuo è razzismo, e a proposito ce l'hai i documenti?" ed è venuto fuori che quel razzista di Mustafa non ce li aveva i documenti, capito come funziona? Come se non bastasse più tardi sono tornato nella mia fabbrica e gli operai mi aspettavano per dirmi che volevano più stipendi perché non arrivavano a fine mese. Mi sono incazzato come non mai, possibile che quei ricchi dei miei operai vogliano ancora più soldi? Ho chiamato il sindacato per far prevalere i miei diritti, e gli ho detto che gli operai sono troppo ricchi. Meno male che il presidente della mia azienda, la Jono Bacon Enterprices, mi premiò per questo mio ultimo gesto, e ora ho un ufficio nuovo e più grosso di prima.


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