Quella volta che ho hackerato il Corriere a mia insaputa

Scrivo questo post per quei pochi lettori che hanno una vita (e quindi non usano Twitter, o lo usano con moderazione). So che sarà più autoreferenziale del solito, ma cercherò di essere sintetico e riassumere in modo ordinato il delirio che si è generato, perché intanto là fuori c'è un articolo del Corriere di Mezzogiorno che mi collega a dei fatti di mafia [primo wtf] e c'è pure una "giornalista" ancora convinta del fatto che io sia un hacker massone di origini indiane che dirotta le pagine del Corriere.it [secondo wtf]. Non sto scherzando.



Martedì sera, settimana scorsa. Ore 23.
Scopro di ricevere visite dalla home del Corriere. Siccome assumo spesso droghe pesanti chiedo conferma alla mia guru Valijolie. Lei mi dà la conferma e riaccende il bong.

In pratica cliccando sul titolo "Stato-Mafia, indagine si allarga alla P2 e all'eversione nera" gli utenti venivano reindirizzati a questo blog, in particolare verso il post sulla Festa della Rete, che era diventato leggermente virale.



Qui sopra il vine di Bermat e in basso la schermata con il link al blog nell'html del Corriere.




Così tra un What the Fuck e l'altro decido di farlo sapere agli asociali che frequentano Twitter a tarda ora:


Quel che segue da lì in avanti - basta vedere le risposte ricevute - è il delirio notturno su Twitter che ci porta a farci tante risate senza indagare oltre. A coloro che me l'hanno domandato ho risposto che il responsabile non ero io e che non avevo idea del perché fosse successo, ma non aveva importanza.


E stando così le cose, il mio Andrea Diprè immaginario mi suggerì saggiamente di aumentare la comicità accogliendo come si deve i lettori del Corriere (avrei dato qualsiasi cosa per vedere la loro espressione di smarrimento). Dunque decisi di scrivere un messaggio a caldo in cima al post:


Il link al Twitter Che Odia (TCOA) rimandava al form di votazioni (a proposito, il primo girone si chiude domani, se ve lo siete perso votate) e non aveva nessuno scopo nascosto se non quello di aumentare l'assurdità dell'episodio.



Insomma nessun dirottamento, nessuna azione sovversiva né tanto meno una rivendicazione di Licio Gelli. Una cazzata, tutto qui.

Quel che non sapevo è che era una cazzata destinata ad essere presa sul serio il giorno dopo da una "giornalista" di nome Melania Barone:

e già qui mi son preso una paura fottuta

Primo delirio:

Mercoledì compare questo post su YOUng:



Allora, mi viene da pensare che probabilmente la giornalista non fosse presente su Twitter martedì sera e si fosse limitata a leggere i tweet il giorno dopo in fretta. Ecco, il primo problema è che deve aver letto davvero in fretta e fantasticato altrettanto per scrivere che il link al TCOA14 era uno stratagemma per recuperare i vostri IP. Cosa cazzo me ne faccio io dei vostri IP solo Melania lo sa.
Chi ha “hackerato” la notizia pubblicata sul Corriere della Sera lo avrebbe fatto, apparentemente, per dirottare i lettori. Solitamente questo trucchetto è usato per schedare i visitatori, raccogliere indirizzi IP e poi proseguire con il relativo instradamento.
— Qui trovate l'articolo salvato in PDF

Ma il tutto diventa ancora più surreale col secondo articolo uscito sul Corriere del Mezzogiorno (non firmato) che ci introduce nella seconda fase di delirio.

Secondo Delirio:

Il corriere scrive questo alle 16 e poi lo fa sparire. Ma in versione mobile è ancora lì. Attenzione perché qui ci c'è una perla meravigliosa. (— Qui trovate l'articolo salvato in PDF)



Qui evidentemente il giornalista aveva più fretta di Melania perché è entrato nella scheda "chi sono" di questo blog e non ha capito davvero niente:

"lo presenta così l’autore anonimo, appunto, che nelle notizie biografiche racconta di essere stato a lungo in Argentina per poi essere tornato, con somma delusione, in Italia, proprio come l’ex Venerabile della Loggia p2 Licio Gelli. Al quale anzi era attribuito anche un saluto ai lettori del Corriere.it «deviati» sul blog"



Intanto, il sottoscritto non è mai "tornato" dall'Argentina, bensì venuto dal di là, perché ci è nato là.
Seconda puntualizzazione: non capisco come facciano a dire che sono "tornato con somma delusione", ma soprattutto perché scrivono che io abbia "salutato" Gelli sul mio blog?

Iniziai così ad avere paura di trovarmi la digos in casa.



Ma non finisce qui.

Terzo Delirio

La giornalista di YOUng, non soddisfatta delle assurdità ipotetiche pubblicate, scrive un secondo articolo [EDIT: vi segnalo che ha scritto una rettifica, potete vederla seguendo il link] in cui peggiora le cose ancora di più:



Perle salienti:
«La redazione del Corsera sembra essere ignara di tutto, i fatti si svolgono in un remoto angolo del web frequentato da gente che ha il tempo per dilettarsi a disquisire sulle bravate (beati loro), mentre dall’altra parte qualcuno si sta premurando di mettere insieme i pezzi sul nazifascismo ucraino»
Davvero qualcuno mi spieghi sta roba del nazifascismo ucraino.
«Questo coniglio anonimo, esperto nel settore marketing ed editoria, potrebbe esser così lontano da uno “stagista pasticcione”?»
Esperto in cosa?

Ma ancora più assurdo è il fatto che l'autrice dell'articolo sosteneva di essere stata contattata dal Corriere del Mezzogiorno per indagare sull'accaduto*. A parte il trolling che divenne in una bella love story su Twitter, più tardi ho cercato di chiarire questa cosa domandandole se fosse vero e lo confermasse al 100%, ma non mi ha risposto. È ancora convinta che si tratti di un "dolo".
[*EDIT: questo equivoco è stato chiarito da lei stessa poco fa, che ha chiesto scuse in un commento qui sotto, spiegando che non si trattava del Corriere.]


Detto ciò, credo pure nelle sue buone intenzioni. Ci vedo piuttosto un problema alla base, sia chi ha scritto l'articolo sul Corriere del Mezzogiorno, sia la giornalista di YOUng andavano parecchio di fretta per fare un minimo di fact-checking. Oltre a questo se per quelli del Corriere del Mezzogiorno il fatto era inspiegabile significa che c'è un problema di comunicazione interna e non sono in contatto con la sede centrale del Corriere della Sera.

Infatti quel che Melania non sa, è che il mattino stesso mi misi in contatto con una fonte interna al Corriere perché volevo capire cos'era successo e quest'ultima mi rivelò "l'arcano", confermandomi che si era trattato di un semplice errore di copia incolla, corretto non appena se ne sono resi conto. Tra l'altro a quell'ora non ho ricevuto tante visite e se non fosse per averlo fatto presente su Twitter non sarebbe successo nulla. Spero soltanto che lo stagista, che a tarda notte legge questo blog anziché guardare i porno, stia bene e approfitto per salutarlo.


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