Il «classista» moderno che scrive

Quando leggo post come quello di Luca Sofri, condiviso su tutti i social network – o linkati dagli account de Il Post – penso sempre a quanto i pregiudizi o le concezioni antiquate e anacronistiche possano trarci in inganno, d'altronde Sofri cita un testo uscito nel 1908 per commentare i tatuaggi di un calciatore nel 2015. E mi domando perché al vedere un po' di tatuaggi nelle braccia di un calciatore uno debba cercare una risposta sociologica1, ma tant'è. In fondo tutti immaginiamo Icardi che mentre si sta facendo il tatuaggio probabilmente racconti al suo tatuatore che lui lo fa perché vuole preservare la sua cultura di «delinquenza» alla quale è sempre appartenuto e per rafforzare la sua identità di «degenerato» dinanzi alla società, mentre il tatuatore annuisce silenzioso e si accarezza la barba e assaggia un po' di inchiostro, no?. Ma se a Sofri vengono in mente quelle parole sui tatuaggi chissà cosa gli viene in mente quando vede un lavoro di Banksy. Dopotutto il testo citato dal direttore de Il Post continua in questo modo:

«[...] Ma l’uomo del nostro tempo, che per un suo intimo impulso imbratta i muri con simboli erotici, è un delinquente o un degenerato.»
Io davvero ci tengo a che leggiate il post di Sofri perché volendo fare un discorso serio, intelligente, ma sopratutto attuale sui tatuaggi in generale allora a mia volta mi gioco la carta del designer Riccardo Falcinelli, citando le sue parole pubblicate nel libro Critica Portatile al Visual Design, il quale offre una chiave di lettura sui tatuaggi molto più intelligente e azzeccata. Di fatto, Falcinelli spiega i tatuaggi allontanandoli dalla sua cultura di origine (marinaresca o carceraria) e gli inserisce nella dimensione del consumo come pratica inglobata dallo stesso mercato capitalista, il tutto senza dover scomodare pregiudizi ormai antiquati, d'altronde pensare ancora che i tatuaggi appartengano alla classe carceraria è a dir poco anacronistico. Per Falcinelli i tatuaggi vanno semplicemente di moda perché «la disobbedienza è divenuta conformismo». Ve l'ho scannerizzata.

Falcinelli-critica-portatile-al-visual-design


1. L'unico motivo per cui potrebbe commentare i tatuaggi di Icardi oggi è forse collegato alla litigata di quest'ultimo con i tifosi, ma in tutta sincerità non vedo nessi tra una litigata coi tifosi e un po' di tatuaggi tribali.


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